23 Gennaio 2025

Sommario

La Fed dovrebbe effettuare un unico taglio dei tassi quest’anno, spostato da marzo a giugno, confermando un ritorno graduale verso una politica monetaria più neutrale. Un taglio più ampio e anticipato, come -50 punti base a maggio, potrebbe però destabilizzare i mercati. Nonostante le preoccupazioni sulla crescente politicizzazione della Fed, gli investitori non sembrano temere seriamente per la sua indipendenza: la volatilità dei tassi resta bassa e le aspettative d’inflazione stabili. Il FOMC è diviso su quanto il rischio per il mercato del lavoro influisca sull’inflazione. Solo un mix di maggiore produttività, calo dei costi del lavoro e riduzione dei dazi potrebbe permettere alla Fed di scendere fino al 3% con i tassi. Un taglio brusco dei tassi avrebbe effetti negativi sui mercati e potrebbe far aumentare il premio a termine, causando un irripidimento della curva. Ciò potrebbe ostacolare la crescita del PIL e creare volatilità nei mercati obbligazionari. Un ulteriore rischio è rappresentato dalle discussioni su possibili interventi di controllo della curva dei rendimenti qualora i tassi a lungo termine salissero troppo.

 

Questi interventi potrebbero restringere il credito, interferire con gli sforzi per contenere l'inflazione e incidere sulla creazione di ricchezza dai mercati azionari. In primo luogo, il tetto massimo annuale ai tassi di interesse delle carte di credito al 10% (in calo rispetto a una media del 25%) probabilmente contrasterà il recente aumento della creazione di credito. Ridurrà inoltre la disponibilità di credito per i mutuatari subprime, riducendo lo spread di quasi il 50%. Storicamente, tali limiti si sono dimostrati dannosi per il sostegno all'espansione del credito e, quindi, per la trasmissione della politica monetaria. In secondo luogo, l'acquisto di titoli garantiti da ipoteca per 200 miliardi di dollari rischia di far avanzare la domanda, gonfiando i prezzi e distorcendo i benefici a favore degli operatori storici. D'altro canto, l'impatto del divieto imposto ai grandi investitori istituzionali di acquistare case unifamiliari sarà probabilmente limitato, data la ridotta proprietà istituzionale rispetto al totale delle azioni. Infine, la stretta mirata sui settori che combinano margini elevati, concorrenza limitata e rendimenti del capitale favorevoli agli azionisti, in particolare difesa, finanza al consumo, farmaceutica ed energia pulita, potrebbe incidere sugli effetti ricchezza.
Due colleghi parlano di business seduti su un divano

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