20 Febbraio 2026
Sommario
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Il private equity si trova in un momento di svolta cruciale
L’attività di exit è rimbalzata con forza nel 2025, con un valore globale delle operazioni che ha raggiunto i 905 miliardi di dollari. Tuttavia, il 78% era concentrato in mega‑exit, lasciando di fatto stagnante l’inventario del mid‑market. Finché la liquidità non si estenderà oltre la fascia più alta, la normalizzazione delle distribuzioni rimarrà strutturalmente incompleta.
Tre pressioni cumulative definiranno il 2026
La biforcazione del settore software sta accelerando, il rifinanziamento nel private credit si sta restringendo e le decisioni di re‑up dei Limited Partner (LP) stanno arrivando simultaneamente. La domanda centrale è se gli sponsor riusciranno a convertire il valore di portafoglio in distribuzioni realizzate abbastanza rapidamente da preservare la capacità di raccolta, oppure se la liquidità sintetica diventerà la norma anziché l’eccezione.
Il software sta attraversando una trasformazione, non un’estinzione
I vincitori saranno definiti da due criteri: dati proprietari che i modelli linguistici di grandi dimensioni non possono replicare e workflow mission‑critical con un valore di automazione dimostrabile. I perdenti saranno probabilmente i modelli basati su licenze “a postazione” e le soluzioni puntuali con funzionalità facilmente replicabili. Per i portafogli delle annate 2020‑2021, la composizione dell’esposizione software tra queste due categorie sarà il principale determinante della fattibilità delle exit e degli esiti valutativi.
Lo stress nel private credit sta chiudendo il canale di rifinanziamento che ha sostenuto le distribuzioni dal 2023
Circa il 40% dei prenditori di credito privato registra oggi un flusso di cassa libero negativo; l’uso di PIK è in aumento anche se gli spread nominali si comprimono, e il 46% dei prestiti software in essere matura entro quattro anni. Il meccanismo è diretto: man mano che i finanziatori rivalutano la solidità dei modelli di business, il rifinanziamento diventa selettivo, il leverage financing per gli acquirenti si restringe, la platea di acquirenti idonei si riduce e i prezzi di clearing delle exit diminuiscono, proprio per gli asset più dipendenti dalla disponibilità di credito per poter essere scambiati.
La nostra competenza e il nostro impegno
Allianz Trade è leader mondiale nell'assicurazione dei crediti commerciali e nella gestione del rischio di credito, e offre soluzioni su misura per mitigare i rischi associati al mancato incasso dei crediti commerciali, garantendo così la stabilità finanziaria delle imprese. I nostri prodotti e servizi aiutano le aziende nella gestione del rischio e dei flussi di cassa (cash-flow), nella protezione dei crediti, nelle fideiussioni, nella tutela contro le frodi commerciali, nei processi di recupero crediti e nell'assicurazione del credito per l’e-commerce, assicurando la solidità finanziaria delle nostre aziende clienti. La nostra esperienza nella mitigazione del rischio e la conoscenza dei trend economici ci posizionano come consulenti di fiducia, consentendo alle aziende che aspirano al successo globale di espandersi nei mercati internazionali con fiducia.
La nostra attività si basa sul sostegno alle relazioni commerciali, relazioni che si estendono al di là di ogni tipo di frontiera - geografica, finanziaria, industriale ed altro ancora. Siamo costantemente consapevoli che il nostro operato ha un impatto sulle comunità che serviamo e che abbiamo il dovere di aiutare e sostenere gli altri. Tutti i dipendenti di Allianz Trade sono incoraggiati e sostenuti nel dare il proprio contributo alle comunità che li circondano e nel condividere i benefici delle nostre competenze e risorse. In qualità di azienda di servizi finanziari, siamo particolarmente impegnati ad aumentare il livello di educazione finanziaria attraverso approfondimenti e studi che analizzano i trend economici, in modo che le persone e le aziende possano affrontare il futuro con fiducia e sicurezza. Siamo, inoltre, fortemente orientati nel garantire l'equità per tutti, senza alcuna discriminazione, sia tra i nostri collaboratori sia nei rapporti con i partner esterni con cui collaboriamo.